RECENSIONI

Peter Kien, L’imperatore di Atlantide

Andrea Cabassi, Solo sopito è il fuoco, non estinto! Recensione al libro di Victor Ullmann e Petr Kien, www.giudittalegge.it, agosto 2019

“[…] Si tratta di un documento di grande importanza e di un libro straordinario: “L’imperatore di Atlantide” edito da Miraggi (Miraggi 2019) che ha già pubblicato autori in lingua ceca e significativi narratori italiani. Nel libro possiamo trovare il libretto dell’opera “L’imperatore di Atlantide” composto a Terezin da un musicista e un poeta di origini ebraiche: Victor Ullmann e Petr Kien. Con testo a fronte e ottimamente tradotto da Isabella Amico di Meane. […]” 

H. M. Enzensberger, Parli sempre di soldi! Breve romanzo economico

Paola Quadrelli, L’Indice dei Libri del Mese, dicembre 2017

“Scrittore versatile e sorprendente, Hans Magnus Enzensberger ha pubblicato negli ultimi anni diversi romanzi brevi, dalla tonalità lieve e garbata, in cui ha esposto le proprie opinioni e riflessioni sulla nostra intricata contemporaneità nascondendosi, non senza civetteria, dietro la maschera di vecchi saggi e stravaganti: una cantante lirica anticonformista e politicamente scorretta (Josefine e io, Einaudi, 2010), un bizzarro signore dall’abbigliamento antiquato che trascorre le proprie giornate seduto su una panchina in un parco, dispensando ai passanti verità filosofiche (Considerazioni del signor Zeta, Einaudi, 2015) o un’eccentrica miliardaria che, come accade nel presente romanzo, conversa con i tre nipoti adolescenti, fornendo loro informazioni e delucidazioni in materia economica. Intellettuale onnivoro e dalla vasta erudizione, formatosi sulla teoria critica di Benjamin e Adorno, nonché ammiratore del marxismo come formidabile strumento di analisi della società, Enzensberger ha sempre riservato grande interesse per la storia della civiltà materiale e del progresso tecnico (si pensi alle ballate di Mausoleum del 1975, ripubblicate nel 2017 da Einaudi) ribadendo, marxianamente, il primato della struttura economica rispetto a ogni sovrastruttura morale o culturale. Tramite le parole di zia Fé, che riceve i nipoti in una stanza d’albergo del lussuoso Vier Jahreszeiten di Monaco, Enzensberger ci illustra ora alcuni principi che presiedono il nostro sistema economico, connotato da crisi cicliche e da fasi di inflazione e deflazione e il cui funzionamento è inesorabilmente connesso alla continua circolazione del denaro e dunque a uno stile di vita disperatamente consumistico. Simile al vecchio guerriero cubano di una sua bellissima lirica (Vecchia rivoluzione) che scruta nostalgico l’orizzonte alla ricerca di un nemico ormai svanito, Enzensberger ha dismesso da tempo gli empiti rivoluzionari che ne animavano la lirica e la riflessione politica negli anni settanta e rivela qui un atteggiamento disincantato e rassegnato nei confronti dei diabolici meccanismi che regolano il nostro tardo-capitalismo. L’origine della carta moneta, i fallimenti, il mercato clandestino, il lavoro nero e alcuni misteriosi termini della finanza (derivati, hedge fund, private equity, ecc.) costituiscono alcuni dei temi che zia Fé illustra ai nipoti con verve e semplicità, mentre nel finale del libro, quando la nipote maggiore, Felicitas, si ritrova erede dell’immenso patrimonio della zia, vengono illustrate le procedure che regolano la successione. La linearità dei dialoghi e la caratterizzazione dei giovani protagonisti – ritratti come tipici adolescenti dei giorni nostri alle prese con esami scolastici e scaramucce con i fratelli – rendono il libro godibile innanzitutto da un pubblico di ragazzi; le belle illustrazioni di Riccardo Guasco, che richiamano le avanguardie di inizio secolo, dal futurismo all’espressionismo, impreziosiscono con fantasia e ironia il libro, graficamente assai raffinato e di agevole lettura grazie a una traduzione precisa e briosa. Chiudono il volume un Glossario dei termini economici, redatto da Enrico Ganni, e il Vademecum di zia Fé, una gustosa raccolta di detti popolari, sentenze e aforismi riguardanti la ricchezza, la povertà e il rapporto con il denaro, che integra e correda le riflessioni esposte nel romanzo. Sembra uscito dalla penna di Oscar Wilde l’irresistibile bon mot (anonimo), “Il denaro da solo non fa l’infelicità”, in cui Enzensberger, sornione, distilla la sua incontrovertibile saggezza di scrittore di successo.”